Dopo i riconoscimenti della scorsa edizione, la compagnia diretta da Simona Serino apre la quinta edizione della rassegna nazionale con “Tutti quelli che sono stato”. Una nuova sfida artistica che valorizza il lavoro dei giovani interpreti e l’importanza del confronto teatrale. Martedì 20 ottobre alle 20.30, il Teatro Porta Portese di Roma ospiterà Palco19, chiamata ad aprire la quinta edizione del concorso nazionale Il Canotto Parlante, organizzato dall’associazione capitolina La Ciambella. La compagnia diretta da Simona Serino porterà in scena “Tutti quelli che sono stato”, testo inedito di Antonio Pedna, partecipando a una rassegna che mette al centro sia la drammaturgia sia lo spettacolo e che quest’anno si sviluppa attorno al tema “Non ci credevo”. La presenza di Palco19 non è soltanto un nuovo appuntamento in calendario, ma il riconoscimento di un percorso artistico che, nella scorsa edizione, ha saputo distinguersi in un contesto nazionale. La compagnia ha infatti conquistato i premi per il miglior allestimento e la miglior regia, oltre a una menzione speciale come attrice protagonista per la quattordicenne Clotilde Parcesepe, interprete de “Il regalo del mare”, opera di Orietta Tiberi che si è aggiudicata anche il riconoscimento per la miglior drammaturgia. Lo spettacolo raccontava la tragedia di Cutro attraverso le anime dei giovani migranti inghiottiti dal mare, che tornavano a vivere in una notte magica. Una storia intensa e poetica, affrontata da un cast interamente composto da attori under 18, che ha saputo trasformare un tema di grande drammaticità in un’esperienza teatrale capace di emozionare senza cedere alla retorica. «Quest’anno partecipiamo con lo stesso entusiasmo, ma forse con un pizzico in più di ansia da prestazione, perché vogliamo far bene anche questa volta – racconta Simona Serino – L’anno scorso, con i miei giovani allievi, che da anni mi riempiono di soddisfazioni, abbiamo avuto davvero un bel riscontro, considerando che non ci conosceva nessuno e che il cast era composto interamente da attori under 18. Abbiamo ottenuto nomination in tutte le categorie e ne siamo stati davvero orgogliosi». Secondo Serino, il risultato è stato possibile grazie a un lavoro scenico capace di valorizzare la forza del testo di Orietta Tiberi attraverso musiche, intuizioni registiche e movimenti coreografici, dando nuova vita a una drammaturgia già particolarmente intensa. La sfida di quest’anno si presenta diversa, ma altrettanto stimolante. Con “Tutti quelli che sono stato”, Palco19 si confronta con una scrittura dalle suggestioni pirandelliane, ambientata in un teatro e costruita attorno a verità umane, identità e introspezione psicologica, in un equilibrio tra ironia e profondità. «Antonio Pedna ha scritto una drammaturgia scenicamente perfetta, estremamente efficace e ricca di verità umane orchestrate con grande equilibrio tra ironia e introspezione psicologica – osserva la direttrice artistica – Quando un testo è così compiuto, per la mia concezione di regia è paradossalmente più difficile esprimersi in modo originale. Ma il cast che ho scelto e le idee che proponiamo spero possano rappresentare una proposta convincente e personale». Partecipare a Il Canotto Parlante significa per Palco19 misurarsi nuovamente con altre realtà teatrali, sottoporre il proprio lavoro al giudizio di una giuria e di un pubblico, ma soprattutto proseguire un percorso di crescita che trova nel confronto una delle sue occasioni più importanti. Per una compagnia che investe sui giovani interpreti, il concorso rappresenta uno spazio prezioso in cui sperimentare linguaggi, affinare le capacità artistiche e dimostrare come il teatro possa diventare uno strumento di espressione, consapevolezza e dialogo. Il ritorno alla rassegna, dunque, non è soltanto l’occasione per difendere i risultati ottenuti, ma una nuova opportunità per dare voce a un testo inedito e confermare il valore di un progetto che fa della formazione e della ricerca teatrale il proprio punto di forza.







