a cura della dr.ssa Alessia Micoli, psicologa
Molte delle persone che varcano la porta dello studio di uno psicologo arrivano con la sensazione di essere un elastico teso al limite, sicuri che la soluzione sia imparare a tendersi ancora un po’ senza spezzarsi. Nella maggior parte chiedono come “eliminare” lo stress, come se fosse un parassita da estirpare, ma il mio lavoro come psicologa non consiste nel cancellare le sfide della vita, bensì nel trasformare radicalmente il modo in cui il loro sistema nervoso reagisce a esse. Gestire lo stress non significa diventare imperturbabili o obbligarsi a essere positivi a ogni costo, ma sviluppare una nuova competenza emotiva che permetta di abitare le difficoltà senza farsi travolgere. Durante il percorso di sostegno psicologico, si accompagna la persona a transitare da uno stato di reattività costante, in cui ogni imprevisto viene percepito come una minaccia vitale, a uno stato di risposta consapevole. Tutto ciò accade tramite una profonda mappatura dei propri bisogni: impariamo insieme a riconoscere i

segnali silenziosi del corpo, come quella tensione alle spalle o quel respiro che si fa sottile, trasformandoli da nemici in eccellenti alleati che ci avvisano quando è il momento di rallentare. Il cuore della gestione dello stress sta nel recuperare il potere di scelta: capire cosa è sotto il nostro controllo e cosa invece richiede l’arte del lasciare andare. Non si tratta di gestire il tempo, ma di gestire l’energia, imparando a definire dei limiti sani che difendano il proprio spazio mentale dalle pretese esterne. Nello studio dello psicologo, lo stress sospende di essere un rumore di fondo assordante e diviene un punto di partenza per una vita più autentica, dove il benessere non è la mancanza di impegni, ma la presenza di sé stessi in ogni cosa che si mette in atto. Riprendersi questo spazio è importante in quanto è il primo atto di cura verso la propria salute, poiché nessuno può prendersi cura del mondo se prima non impara a custodire il proprio equilibrio. Se si sente che il carico che si porta è diventato molto pesante, ricordiamoci che chiedere aiuto non è il segnale che si è fallito, ma il primo passo verso una versione di noi più libera e resiliente.






