a cura della dr.ssa Alessia Micoli, psicologa
Oggi assistiamo ad un preoccupante incremento di episodi di violenza giovanile che ascoltiamo tramite i social, sui giornali e sui telegiornali. Questo fenomeno porta ad interrogare profondamente la psicologia contemporanea, spingendoci a leggere l’aggressività non come una semplice trasgressione, ma come il sintomo estremo di un disagio interiore legato a un’alfabetizzazione emotiva fragile e all’incapacità di tollerare la frustrazione in un mondo iperconnesso ma privo di ascolto autentico, in cui la forza fisica diventa molte volte il disperato tentativo di poter affermare la propria identità e riuscire ad ottenere visibilità. Per poter invertire determinata rotta e poter arrivare ad aiutare i ragazzi ad incanalare differentemente la propria energia vitale, è molto importante riuscire a promuovere un percorso di crescita personale che si traduca in consigli concreti come il coltivare l’alfabetizzazione emotiva dando un nome preciso a ciò che si prova piuttosto che lasciarsi travolgere dall’impulso, praticare la pausa riflessiva concedendosi trenta secondi di silenzio prima di arrivare a reagire ad una provocazione, qualsiasi, per interrompere il cortocircuito tra rabbia e azione, cercare spazi di ascolto autentico condividendo le proprie fragilità con figure di riferimento o gruppi sicuri invece di isolarsi dietro uno schermo, e investire nell’empatia e nel dialogo allenandosi a negoziare i conflitti e a scoprire che la vera forza risiede nella capacità di esprimere assertivamente le proprie ragioni.
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