La mostra Forme instabili: dal giornale alla fotografia sarà inaugurata sabato 14 febbraio alle ore 17.30 presso i Portici Comunali e resterà aperta al pubblico fino al 22 febbraio. Il progetto presenta una serie di fotografie sperimentali di Mario Palluzzi, poeta di Priverno che in questa occasione estende la propria ricerca espressiva al linguaggio dell’immagine. Il suo lavoro fotografico si colloca nell’ambito del concettualismo e trae ispirazione dalle esperienze dello sperimentalismo italiano degli anni Settanta, dove il soggetto non è immediatamente riconoscibile ma si costruisce attraverso stratificazioni visive e processi di trasformazione. Le immagini nascono dal prelievo di frammenti tratti dalle pagine dei quotidiani, successivamente rielaborati tramite sovrapposizioni di negativi e
diapositive. Da questo processo emergono forme informali, sagome parzialmente identificabili e agglomerati visivi complessi, che si allontanano dalla fotografia documentaria e fotogiornalistica per esplorare una dimensione più empirica e astratta dell’immagine. Il lavoro di Palluzzi si fonda su un’attenta riflessione teorica, maturata attraverso lo studio di autori centrali della fotografia sperimentale italiana come Ugo Mulas, Mario Cresci, Mimmo Jodice, Guido Guidi, Nino Migliori e Mario Giacomelli. Tuttavia, il risultato non è mai citazionistico: l’artista costruisce un linguaggio personale, in cui il caos visivo viene ricondotto a un equilibrio compositivo fatto di segni netti, campiture e contrasti decisi, spesso esaltati dall’uso rigoroso del bianco e nero. Come nella sua produzione poetica, anche in queste fotografie Palluzzi non si limita a interpretare la realtà, ma la reinventa, dando vita a immagini che superano la semplice percezione per diventare presenze iconiche. Ne deriva una ricerca visiva che invita a guardare oltre l’immagine comune, aprendo a nuove possibilità di lettura e di senso.






